di Francesca Guglielmino e Bobo Nigrone
con Claudia Appiano e Giulia Rabozzi
movimenti coreografici Stefano Mazzotta – Zerogrammi
disegno luci Simona Gallo
scene Lisa Guerini
collaborazione all’allestimento tecnico Edoardo Giuliani
regia Bobo Nigrone
produzione Onda Teatro

Dai 3 anni

Lo spettacolo conclude la trilogia del Progetto Crescere e dedica ai piccoli spettatori un elogio del gioco come migliore strumento per capire il mondo, acquisire autonomia e diventare protagonisti della propria vita. I bambini lo sanno già e raccontare loro una storia di gioco e amicizia non fa che rinforzare alcune loro competenze innate: istinto, pulsioni, curiosità e giocosità.

Azzurra e Sole sono amiche anche se molto diverse fra loro. Il gioco che intraprendono è quello di raccontare le loro storie preferite attraverso la regola del “facciamo che io ero…”

“Facciamo che io ero rossa, avevo le scarpette rosse ed ero una principessa. No! Facciamo che ero rossa io”. Così, Azzurra e Sole entrano in conflitto come Cappuccetto Rosso e il Lupo, ma sono anche amiche inseparabili come Piccolo blu e Piccolo giallo, i protagonisti della storia di Leo Lionni, una delle loro preferite. Seguendo il filo dei colori fondamentali, le storie si schiudono e si trasformano in un gioco, dove ogni conflitto è seguito da una ricomposizione. Le due protagoniste si divertono: il loro gioco è intenso come tutti i giochi dei bambini, un incontro – scontro necessario per conoscere e sentire l’altro da sè. Avvicinarsi a chi è diverso – colori, persone, giochi – arricchisce l’esperienza e contribuisce a costruire la propria personalità. Una mappa multicolore di parole, azioni, immagini, luci e suoni che descrivono come gioco e amicizia vengono declinati nell’esperienza dei bambini: identità, diversità, ingenuità, condivisione, libertà, multiculturalità. Lo spettacolo coniuga il linguaggio del corpo con la narrazione, il suo impianto scenico è essenziale e contribuisce a evocare emozioni e sentimenti veicolati dalle protagoniste in scena.

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DA EOLO – Mario Bianchi “I piccoli spettatori, divertendosi, attraverso una mappa multicolore di parole, azioni, immagini, luci e suoni, si vedono in questo modo riflessi in quello che vedono, una specie di Abecedario del gioco come esperienza dello stare insieme, della vera e autentica amicizia, durante il quale ognuno dà quello che ha, accettando nello stesso modo di condividere quello che l’altro ti vuole donare, senza voler mai mettersi in lizza come unico giocatore.”

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