onda teatro



DOMENICHE A TEATRO 2008
Rassegna di teatro per famiglie - terza edizione

progetto triennale con il patrocinio e il contributo di Regione Piemonte - Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili
Provincia VCO
Comune di Casale Corte Cerro
Comune di Baveno
direzione artistica e organizzativa Onda Teatro

in collaborazione con Progetto Ragazzi e Giovani Piemonte



Sono previsti cinque appuntamenti teatrali rivolti ai bambini e alle loro famiglie. Gli spettacoli sono scelti nell’ambito di compagnie che operano professionalmente nel settore del teatro d’innovazione e si propongono di creare un’alternativa di qualità nell’utilizzo del tempo libero delle famiglie durante l'inverno.

CALENDARIO APPUNTAMENTI

DOMENICA 26 OTTOBRE 2008 ORE 17.00
PRESSO "IL CERRO" VIA XXV APRILE, RAMATE - CASALE CORTE CERRO
 
Compagnia Il Melarancio
FAMELICO LUPO, ovvero come ti mangio i 3 porcellini !

di Gimmi Basilotta
con Riccardo Canestrari e Luca Fantini
musiche originali di Franco Olivero
regia di Gimmi Basilotta

Avete mai visto un lupo famelico? Sapreste immaginare cosa gli passi per la testa? Quali siano i suoi pensieri reconditi? Quali le sue paure inconfessabili? Taluni dicono che il lupo sia una brutta bestia; altri affermano poi, che pure la fame sia una brutta bestia: possiamo dire allora che un lupo famelico è proprio una brutta, brutta bestia. Non c’è nulla in lui che non sia perfido, qualsiasi suo sfurado, qualsiasi suo gesto, qualsiasi sua azione, nasconde un solo ed unico scopo: soddisfare la sua insaziabile fame! E’ sempre lui: quel malvagio divoratore di ingenue bambine col cappuccio rosso in testa, quel crudele fagogitatore di ignari, docili caprettini, che ora si cimenta nella sua più audace impresa: portare l’attacco alle indistruttibile case di tre teneri, grassottelli e succulenti porcellini. 


DOMENICA 9 NOVEMRE 2008 ORE 16.00
PRESSO "IL CERRO" VIA XXV APRILE, RAMATE - CASALE CORTE CERRO 
Onda Teatro
STORIA DI CORAGGIO E DI PAURA

di Bobo Nigrone e Silvia Elena Montagnini
con Silvia Elena Montagnini
musiche originali Marco Baccino
allestimento scenico e tecnico Simone Rivoire
in collaborazione con Officina dello spettacolo
regia Bobo Nigrone 
collaborazione alla messa in scena Mariapaola Pierini
illustrazioni Giulia Torelli
voci registrate Vanni Zinola e Bobo Nigrone

Ogni evoluzione è legata alla paura e al suo superamento
Verena Kast

La paura è un’emozione che ci accompagna costantemente nel corso della nostra vita e, fin dall’infanzia, un formidabile strumento di crescita. La mancanza di paura è invece un fatto innaturale, insolito, sinonimo di un disagio. E’ l’incapacità di capire i propri limiti, come succede a tanti eroi o eroine protagonisti di molte fiabe o racconti. Storia di coraggio e paura vuole mostrare ai bambini come questa emozione sia non solo indispensabile alla sopravvivenza nel mondo ma anche fondamentale nei rapporti sociali.
Lo spettacolo prende spunto e intreccia alcune fiabe, tra le più note, della raccolta Fiabe Italiane, curata da Italo Calvino. Oltre a Corpo-senza-l’anima, Giovannin senza paura e Il naso d’argento, la ricerca preliminare si è nutrita delle suggestioni di autori contemporanei come Dino Buzzati e Tommaso Landolfi, e della preziosa complicità di numerose classi della scuola primaria, coinvolte in un percorso parallelo alla produzione. La costruzione drammaturgica ha portato all’elaborazione di un’unica storia nella quale il protagonista, un ragazzo “che non ha paura di nulla”, affronta le avventure che il destino gli riserva e supera tutti gli ostacoli senza alcun timore, sfidando anche la morte. Al termine del suo viaggio incontrerà finalmente la paura, e sarà proprio quest’esperienza a trasformarlo in un ragazzo come tutti gli altri, con i sentimenti e le emozioni della sua età. Lo spettacolo è una narrazione in cui l’attrice si muove tra due piani distinti: da un lato il personaggio–narratore che agisce nella realtà quotidiana; dall’altro, il mondo fantastico evocato dai suoi racconti. La narrazione e l’azione scenica si dipanano in uno spazio essenziale animato da semplici oggetti, dalle luci e dalle musiche composte appositamente per lo spettacolo.


DOMENICA 16 NOVEMBRE 2008 ORE 16.00
PRESSO LA SALA NOSTR@DOMUS
- P.ZZA DELLA CHIESA 2 – BAVENO
Onda Teatro
HABITAT – Il mondo in cui viviamo

 di e con Bobo Nigrone e Francesca Rizzotti
musiche dal vivo a cura di Laura Culver
disegno luci di Massimo Vesco
allestimento tecnico di  Marco Alonzo
regia  Bobo Nigrone

Due personaggi, immaginati al tavolino di un grande dehors di una città turistica e una stravagante barista–musicista, affrontano con musica e parole una riflessione su “come” viviamo oggi per fare un confronto con il passato e immaginare un habitat futuro.
Tra una “consumazione” e l’altra, la discussione prende corpo e i tre dialoghi (presente, passato e futuro) si accendono di tinte tragicomiche, poetiche e grottesche, mentre le musiche punteggiano i ragionamenti e le azioni e creano un sipario tra una discussione e l’altra.
La creazione di questo spettacolo nasce dalla una riflessione sul tema dell’ambiente e dalle suggestioni che la parola habitat ci ha offerto. Solitamente per habitat s’intende l’insieme delle condizioni ambientali che permettono la vita e lo sviluppo di determinate specie vegetali e animali e tuttavia, possiamo anche definire l’habitat come il complesso delle condizioni ambientali, delle strutture e dei servizi che caratterizzano un’ area di insediamento urbano.
Il testo da qui si muove, e l’intento è quello di sensibilizzare i ragazzi e i giovani sull’habitat nel quale vivono e su quello che costruiranno nel loro futuro.
Per “tradurre” questa riflessione in un linguaggio teatrale, ci siamo ispirati, nello stile e nel lessico, a grandi autori del teatro dell’assurdo come Tardieu e Ionesco e, grazie alla commistione di musica e parole, lo spettacolo tratta con leggerezza e ironia un tema urgente coinvolgendo lo spettatore con riflessioni poetiche amare, per sorprenderlo infine con un finale inaspettato.

 
DOMENICA 23 NOVEMBRE 2008 ORE 16.00
PRESSO "IL CERRO" VIA XXV APRILE, RAMATE - CASALE CORTE CERRO
 
Dottor Bostik / Unoteatro
IL MELO GENTILE

 Testo e animazione: Dino Arru
Regia: Silvano Antonelli e Dino Arru
Voce narrante e musiche originali: Silvano Antonelli
Fonte "L’Albero" di Shel Silverstein

Lo spettacolo narra di un bambino e di un albero: l’albero si innamora del bambino, il bambino si innamora dell’albero. Il bambino gioca con le sue fronde, si arrampica sul suo tronco, dondola sui suoi rami. L’albero gli offre le sue mele, lo ripara alla sua ombra .
Il bambino cresce, diventa uomo e i suoi bisogni si fanno sempre più diversi; l’albero invece è sempre lì, immutabile e disponibile: gli dà le sue mele perché possa ricavarne denaro, gli dà i rami per costruire la sua casa e proteggere e riscaldare la sua famiglia, gli dà il tronco per soddisfare le sue esigenze di libertà le sue scoperte.
L’uomo e l’albero, che sono entrambi parte della natura, potrebbero vivere sentimenti reciproci e profondi quali felicità, tristezza, amore, generosità ma l’equilibrio è stato alterato. Così l’amore incondizionato, cioè la capacità di donare e accettare l’Altro in qualsiasi fase della sua vita è rimasto prerogativa di pochi: degli unici veri Eroi dei nostri tempi.
Shel Silverstein, americano anticonformista, poeta, musicista, vignettista, autore di canzoni per Mick Jagger e di musiche per film di Dustin Hoffman, è autore e illustratore del delicato racconto a cui è ispirato lo spettacolo, racconto che ha venduto oltre cinque milioni di copie ed è stato tradotto in venticinque paesi del mondo. Come in esso sono espressi grandi concetti in modo semplice ed efficace, così nella trasposizione scenica il linguaggio parlato è ridotto all’essenziale e la comunicazione è prevalentemente affidata all’animazione a vista di marionette scolpite in legno, agli elementi scenografici in continua trasformazione e alla musica.


DOMENICA 14 DICEMBRE 2008 ORE 16.00
PRESSO LA SALA NOSTR@DOMUS - P.ZZA DELLA CHIESA 2 – BAVENO
Stilema / Unoteatro
STRIP - Ricordi di bambini

di e con Silvano Antonelli

La scena è costituita da reti. Entra uno strano personaggio vestito in modo spropositato, quasi rigonfio di abiti. E' trafelato, come al solito in ritardo. Deve fare una fotografia al pubblico. Scatta. Mentre attende che la foto si sviluppi, annota i nomi dei presenti. L'impacciata ricerca di una penna stilografica, la sua non scrive, comporta la rovinosa caduta di un mucchio di fotografie, fatte nel passato che iniziano a interloquire con lui.
Ne scaturisce così uno spettacolo che è un improbabile varietà sull'idea di memoria e il suo rapporto con l’infanzia, dai ricordi quotidiani più condivisi (la scuola) a quelli più intimi (il sonno), visto con gli occhi di un "immaginario" proprio del bambino. Le tecniche usate sono quelle del teatro di attore con l'uso di oggetti e di musica dal vivo. I ricordi si collegano in un caleidoscopio a ritroso, ogni immagine è rimasta a lui appiccicata in un abito o un oggetto che evocano una situazione. La comica spoliazione prosegue, costringendo il nostro personaggio a ritrovare poco alla volta se stesso, e i segni di questo percorso resteranno aggrappati alle reti sparsi per la scena: è il mondo conquistato.
LO SPETTACOLO ha vinto il premio ETI STREGAGATTO 2004 ex-equo come miglior spettacolo di repertorio
      




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